Corea del Sud,  Orient Express,  Seoul

Ossessione sciamanica, il tempio di Inwangsan e Seonbawi.

 

Seoul è una città d’oriente, e come tutte le città d’oriente più l’estate è calda e il sole brucia la terra più saranno ghiacciati i mezzi pubblici e i negozi. Questo per giustificare il mio stato di salute, un po’ di febbre e mal di gola nella giornata dove avrei dovuto camminare di più, non vedevo l’ora però , perché sarei andata in uno dei cinque poli di energia sciamanica nel mondo (un secondo sito l’ho visitato l’anno dopo in Siberia).

il tempio di Inwangsan e Seonbawi.
L’ingresso del villaggio

 

Dalla fermata della metro Dongnimmun dovete alzare lo sguardo e iniziare ad incamminarvi verso le montagne (probabilmente ci sarà un autobus ma con una bella giornata è piacevole camminare, 20 minuti circa per arrivare)
Non mi perdo in indicazioni perché è un percorso molto intuitivo e vi accorgerete quando arriverete. Questo villaggio raccoglie piccoli templi sciamanico-buddisti, la grande roccia e una parte delle mura di Seoul.
Seoul è circondata da montagne e su queste ci sono le rovine delle mura che costituivano la fortezza per proteggere la città, non aspettatevi la muraglia cinese , ma da alcuni di questi punti si può avere una vista splendida dell’intera città.

il tempio di Inwangsan e Seonbawi.

Come in ogni luogo di culto bisogna essere rispettosi e non fotografare i monaci senza il loro permesso, al contrario degli altri templi orientali che ho visitato questo luogo è decisamente meno turistico, a settembre eravamo solo noi, sembrava un luogo disabitato, aggiratevi con calma esplorando senza fretta. Il tempio Inwangsan Guksadang era utilizzato per i sacrifici e gli esorcismi ed è il tempio sciamanico più famoso della città, fu ricostruito dai coreani dopo che i giapponesi lo distrussero nel 1925.

il tempio di Inwangsan e Seonbawi.

il tempio di Inwangsan e Seonbawi.
La fortezza di Seoul

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nelle vicinanze c’è Seonbawi, una grande roccia nera dove i monaci e gli abitanti di Seoul vanno a pregare, anche in Siberia una roccia era il luogo di preghiera, forse perché gli sciamani riconoscono e imparano a comunicare con tutto quello che ci circonda, per loro anche le rocce hanno uno spirito. Ho svolto alcune ricerche su questo luogo non trovando informazioni soddisfacenti, vorrei saperne di più per tornarci con maggior consapevolezza.

 

 

Seonbawi
Seonbawi
Seonbawi
Seonbawi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non importa in quale Dio voi crediate non si può sfuggire alla spiritualità di questo posto, dove non sembra strano pregare una roccia o sentire l’anima nel vento, non ho idea della veridicità di tutto ciò, ma ci credo e penso sia il motivo per cui ogni anno torno in oriente.

Linea 3 fermata Dongnimmun uscita 2

 

 

Dal villaggio, se siete in forma e volete continuare l’escursione potete proseguire per un percorso di tre chilometri in mezzo alla natura costeggiando una parte di fortezza, invece scendendo alla stazione della metropolitana dalla quale siete partiti, trovate le prigioni di Seodaemun, oggi aperte al pubblico per raccontare le condizioni in cui venivano tenuti i prigionieri coreani durante l’occupazione giapponese , purtroppo in ogni città c’è una visita che testimonia la ferocia dell’essere umano e queste prigioni non si esimono, attraverso le fotografie e le ricostruzioni si riuscirà a capire meglio la storia moderna di questo popolo.

Linea 3 fermata Dongnimmun uscita 5

 

Le prigioni di Seodaemun
Le prigioni di Seodaemun

 

L’arte contemporanea a Seoul in due grandi Musei

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