New Orleans - Street
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New Orleans: la città dove cultura black e occidentale si fondono alla perfezione!

Se a San Antonio abbiamo avuto modo di sperimentare la vita e l’ospitalità della popolazione ispanica, a New Orleans abbiamo incontrato la musica, il cibo e le tradizioni della comunità afroamericana. Sebbene i dintorni siano abbastanza moderni, caratterizzati come sempre dagli immancabili palazzoni, il centro ricorda molto le città europee, con strade piccole per gli standard americani, attraversate dai famosi tram, e le case basse, decorate in ferro battuto. In effetti, la zona più famosa di New Orleans è proprio il cosiddetto Franch Quarter, il quartiere francese che mantiene ancora vivo il ricordo dell’antica storia della città, nata come colonia della Francia (infatti deve il nome al principe d’Orleans).

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French Quarter

La strada più famosa è sicuramente Bourbon Street, nella quale si trovano sia numerosi locali (anche se vi sconsiglio di passarci la sera, a causa dei fastidiosissimi “buttadentro” che cercano in tutti modi di convincervi ad entrare), sia i famosi VoDoo Shop, negozi dove poter trovare tutto il necessario per “praticare” le arti oscure! Ormai, ovviamente, sono diventati più che altro attrazioni per i turisti, ma un tempo erano i custodi della magica arte del VoDoo, portata in città nel XVIII secolo da primi schiavi arrivati in Louisiana.

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Bourbon Street

Infatti, New Orleans è stata proprio uno dei più importanti porti per la tratta degli schiavi neri, come ricorda anche Congo Square, la piazza dove un tempo, solo la domenica, gli uomini di colore potevano ritrovarsi per suonare e danzare e dove si dice che siano nati il jazz ed il blues.
La piazza adesso si trova all’interno di uno dei tanti parchi cittadini, quello dedicato a Louis Armstrong, al quale si accede oltrepassando un grosso arco luminoso e in cui, circondati dalle statue dei più famosi musicisti, si può spesso assistere a qualche bel concerto jazz.

 

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Louis Armstrong Park

Per il resto, il centro di New Orleans risulta abbastanza spoglio, ma forse anche a causa del terribile uragano Katrina che, nel 2005, distrusse completamente la città.
Da vedere è sicuramente Jackson Square, la piazza dove svetta la grande e bianca cattedrale di St. Louis, fiancheggiata da due palazzi storici e davanti alla quale si trova il piccolo parco chiamato “Plaza d’Armes” nel quale ci si può sedere per godere un po’ di fresco, mentre si ascoltano i numerosi musicisti di strada che vi si esibiscono quotidianamente.

 

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Jackson Square

Tra le cose da non perdere a New Orleans, ovviamente, non può mancare anche un giretto sul Mississippi, uno dei fiumi più lunghi e famosi del mondo, che attraversa ben 10 stati americani. Ovviamente, il mezzo migliore per farlo è uno dei numerosi battelli a vapore!

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New Orleans dal Mississippi

Noi abbiamo scelto uno dei più antichi, lo Steamboat Natchez che, per la “modica cifra” di 34$, garantisce un paio d’ore di navigazione, con accompagnamento musicale dal vivo e breve spiegazione storica di ciò che si può vedere nei dintorni. In realtà, le rive del Mississippi vicino alla città non sono molto affascinanti, in quanto sono zone prevalentemente industriali, ma è comunque un’esperienza da fare, almeno una volta nella vita! E, se riuscite, arrivate un po’ prima dell’imbarco…così potrete assistere anche ad un particolare concerto: una mezz’ora prima della partenza, un’anziana signora salirà sulla cima della nave, per far “suonare” i suoi comignoli con uno stranissimo pianoforte! Assolutamente da non perdere!

 

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Steamboat Natchez

Infine, non si può dire di essere stati a New Orleans se non si è assaggiato almeno un piatto della tipica cucina creola. I ristoranti tipici sono tutti piuttosto cari, ma per una sera uno strappo si può fare! Sono consigliatissimi il jambalaya (che potrebbe sembrare una specie di paella, con carne e verdure) e il gumbo (uno stufato molto saporito).
Ah! E, ovviamente, se siete appassionati di storia contemporanea, non potete farvi sfuggire l’enorme museo dedicato alla Seconda Guerra Mondiale, nei cui vasti padiglioni si può riscoprire la storia del grande conflitto, ovviamente raccontata dal punto di vista americano.

 

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The National WWII Museum

All’ingresso, se si ha voglia, ci si può persino fermare a chiacchierare con qualche veterano, altrimenti si può procedere alla visita delle varie sezioni che, avendo tempo, richiederebbe quasi un’intera giornata! Tra elementi interattivi, video (uno dei quali in 4 dimensioni!) e cimeli vari la visita scorre in maniera piacevole. Unico punto a sfavore l’aria condizionata: penso che quello sia il luogo più freddo d’America…arrivando dai 40° esterni, non avremmo mai pensato di dover ricorrere a una giacca per la nostra visita! Se volevano farci provare ciò che sentivano i soldati durante la campagna di Russia, direi che ci sono riusciti benissimo!

 

 

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