Cimitero
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Cimiteri del mondo – Parte III

 

Pensavate fossero finiti? Invece no, preparatevi all’ultimo articolo da brivido sui cimiteri del mondo.

 

Il motivo che mi spinge a visitare anche qualche cimitero durante i miei viaggi è la curiosità di vedere come viene praticato il culto della sepultura da culture e religioni diverse. Ogni luogo e epoca hanno una storia che può caratterizzare e raccontare il tipo di esecuzione dei funerali, le modalità di sepoltura del corpo e i riti legati ad esso. Si, perchè non per tutti la morte rappresenta un evento triste..proprio per questa ragione uno dei miei più grandi sogni è ritornare per una seconda volta in Messico nei giorni del Día de Muertos. In questo paese il giorno dei morti è una vera e propria festa celebrato con musica, bevande e cibi tradizionali dai colori vivaci e la morte in sè è esorcizzata attraverso rappresentazioni caricaturali. L’intento quindi di questo post è farvi assaporare un po’ di tutti questi aspetti. Ah..vi consiglio di leggerlo tutto, fino alla fine!

 

 

 

 

MAUSOLEO E CIMITERO CRESPI D’ADDA

 

 

Cimitero
Cimitero Crespi D’Adda

 

 

 

Crespi d’Adda è il più interessante e completo esempio al mondo del fenomeno urbano dei villaggi operai. Esso rappresenta uno dei più straordinari e riusciti modelli di integrazione tra sviluppo industriale e abitativo della Rivoluzione industriale europea.

Se siete nei dintorni merita sicuramente una visita, ma in questa sede vogliamo soffermarci unicamente sulla descrizione del sul suo affascinante cimitero.

Al camposanto cittadino si arriva percorrendo l’interminabile rettilineo di Corso Alessandro Manzoni. La lunga strada dritta e alberata già ci prepara al paesaggio immortale che ne seguirà. Il cimitero ha una forma planimetrica rettangolare.

 

 

 

Cimitero
Mausoleo Crespi D’Adda

 

 

L’entrata si trova a metà del lato maggiore, proprio di fronte ad un maestoso, immenso e ingombrante monumento funebre a forma di piramide. Esso pare ricordare gli ziqqurat mesoamericani ai quali probabilmente è ispirato.

Si tratta del mausoleo Crespi, un blocco di cemento e ceppo dell’Adda che sembra emergere dalla terra per abbracciare e vigilare sulle piccole lapidi degli operai, che votarono la vita alla grandezza della loro fabbrica, in una stretta eterna. Il suo progettista, l’architetto milanese Gaetano Moretti, lo concepì in matrice chiaramente anglosassone.

 

 

Cimitero
Cippi

 

 

 

Nei prati centrali sono disposti in maniera ordinata i piccoli cippi, tutti rigorosamente uguali, a perenne memoria di coloro che vennero sepolti a spese dell’azienda. Le prime file sono spesso occupate da bambini a testimonianza della frequente mortalità infantile che caratterizzava l’epoca.

Si tratta davvero di un luogo incantato che io ho visitato ad inizio estate, ma nel quale vi consiglio, se ne avete la possibilità, di recarvi in autunno/inverno. Alice, che è stata in quel periodo, mi riferisce di un’atmosfera qusi spettrale e davvero piena di fascino.

 

 

Cimitero
Cippi

 

 

 

COME ARRIVARE:

IN AUTO

TRAMITE AUTOSTRADA (raccomandato)

Autostrada Milano-Bergamo: uscite al casello di Capriate, che dista da Crespi 2,5 km. Dal casello è sufficiente seguire le indicazioni per Crespi d’Adda.

STRADE NORMALI (pochi cartelli)

Seguite le indicazioni per Capriate San Gervasio, raggiungete il semaforo di Via Vittorio Veneto, quindi seguite le indicazioni per Crespi d’Adda.

CON I MEZZI PUBBLICI

DA MILANO (35 km)

Da Milano si possono utilizzare le seguenti linee ATM:

Gessate M2 – Trezzo
Sesto S.G. – Trezzo
Cologno Nord M2 – Trezzo

Arrivati a Trezzo scendere alla fermata di via BIFFI (le pensiline vicino al ponte) quindi restano 20 minuti a piedi per giungere a Crespi passando per Concesa e attraversando la passerella sul fiume.

 

ORARI:

Il Mausoleo e il Cimitero sono visitabili tutti i giorni dalle 9 alle 17 ed è richiesto di mantenere il massimo rispetto verso coloro che vi cercano conforto e per la sacralità del luogo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CIMITERO DI CHOUHADA

 

Cimitero
Cimitero di Chouhada e Kasbah degli Oudaia

 

 

 

 

Siamo a Rabat, capitale del Marocco e lungo la strada per arrivare alla Kasbah degli Oudaia ci imbattiamo nel Cimitero di Chouhada. Ce lo ritroviamo sulla sinistra, proprio affacciato sull’Oceano Atlantico ed è uno tra i più grandi e conosciuti in città.

 

 

 

 

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Cimitero di Chouhada (lato 1)
Cimitero
Cimitero di Chouhada (lato 2)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esso è diviso da un grande muro in due diversi spazi: il primo ben organizzato, mantenuto, con tombe curate e sentieri ampi che consentono il flusso tra le stele, il secondo sovraffollato, insalubre, con tombe disposte in disordine e sentieri ricavati scavando.

Famoso per ospitare le tombe di molti artisti, alti ufficiali dell’esercito reale, politici e altre figure influenti del Paese come ad esempio l’ex ministro Driss Basri, il generale Dlimi, Allal El Fassi (il fondatore di Istiqlal), Abdessalam Yassine (la guida di Al Adl wal Ihssane) o Hassan El Amrani, l’ex wali di Rabat, è davvero impressionante.

 

 

 

 

 

Cimitero
Lapidi in pietra e decorate con maioliche
Cimitero
Lapidi in pietra e decorate con maioliche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le lapidi sono molto simili tra di loro, alcune sono in pietra, altre ricoperte da bellissime maioliche colorate, ma quello che più mi colpisce è la grande quantità e la vicinanza le uno dalle altre delle tombe, oltre all’incontevole posizione di fronte all’oceano (chi non vorrebbe una vista eterna così?!).

 

 

 

 

 

 

Cimitero
Cimitero di Chouhada vista Oceano Atlantico

 

 

 

 

Una curiosità sul metodo di sepoltura islamico è che le salme vengono sdraiate sul fianco destro e con il volto in direzione della mecca, mentre per coloro i quali sono morti altrove (non in Marocco) la disposizione è differente.

Le salme rimpatriate infatti non possono essere seppellite nella stesso verso delle altre, in quanto in Marocco la Mecca è orientata a est, ma ovviamente in altri luoghi risulta differente. Per questo motivo, le tombe di questi musulmani, saranno rivolte nella direzione della Mecca a seconda di dove si trovavano nel luogo in cui sono morti.

Questo aspetto caratterizza in modo particolare questi cimiteri, la cui diversa disposizione scombina l’ordine perfetto che si percepisce a primo impatto. Un’altra cosa interessante, che li differenzia da quelli cristiani, è che non vedrete fiori sulle tombe, pare infatti non sia usanza musulmana portarne in dono ai morti.

 

 

 

Cimitero
Lapidi senza fiori

 

 

 

 

Cimitero
Cimitero-Cimitero di Chouhada

 

 

 

 

 

 

 

COME ARRIVARE:

L’ingresso alla parte del cimitero fortificata si trova all’incrocio delle strade Ave Mohammed V e Avenue Laalou, ma il proprietario di un banchetto che fa spremute fresche lì vicino ci ha fatto capire che l’accesso non è consentito ai non mussulmani. L’altra spazio, non essendo recintato, è accessibile liberamente, le tombe sono disposte proprio in quello che sembrerebbe un parco verde affacciato sul mare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CIMITERO DI GREYFRIARS

 

 

Cimitero
Ingresso Hestetorvet con viale di tigli

 

 

 

Nel mio viaggio in Danimarca ho fatto tappa a Roskilde (celebre per il suo Roskilde Festival) ed è in quell’occasione che ho potuto visitare il Cimitero di Greyfriars in danese Gråbrødre Kirkegård. Una delle due entrate si trova sulla sinistra, subito dopo essere usciti dalla stazione ferroviaria ed il cimitero si colloca in un ambiente simile ad un grande parco verde.

 

 

 

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Fiori e natura nel Cimitero
Cimitero
Cimitero di Greyfriars

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La sua storia, come luogo adibito alla sepoltura dei defunti, inizia a metà del XIII secolo, mentre la Cappella di Greyfriars risale alla metà del XIX secolo. Dove oggi si trova quest’ultima, nel 1279 vi era la cappella inaugurata dai monaci francescani arrivati a Roskilde nel 1237.

Dopo la Riforma il convento fu demolito e rimase unicamenta la cappella che venne utilizzata come chiesa parrocchiale della parte sud della città.

Originariamente il cimitero era utilizzato solo per la sepoltura dei poveri, mentre i ricchi venivano collocati all’interno della cattedrale. Quando nel 1805 furono proibite dalla legge le sepolture all’interno delle chiese, Greyfriars rimase il principale luogo di sepoltura di Roskilkde.

Il muro e il cancello d’ingresso, progettati rispettivamente da Ferdinand Meldahl e Henning Wolf, furono costruiti nel 1853. I due architetti hanno collaborato anche al disegno della Cappella di Greyfriars di ispirazione veneziana e decorata con splendidi motivi. Essa fu completata nel 1857 ed è un esempio di stile storicista, il quale  dominò l’architettura danese per tutto il secolo.

 

 

 

Cimitero
Cappella di Greyfriars

 

 

 

Il cimitero vale una visita anche solo per i suoi steli di ispirazione classica, gli obelischi e le colonne, le grotte, le croste di ghisa e i grandi licheni. Esso è ricco di alberi: i tigli vecchi più di 130 anni lungo tutto il viale che collega l’ingresso alla cappella, il faggio pendulo dedicato a Weyse vicino all’ingresso in Store Gråbrødrestræde e un Ginkgo biloba nella casa del guardiano.

In primavera e all’inizio dell’estate si può anche godere di una miscela unica di fiori di rododendro. Al cimitero di Gråbrødre è sepolta un’ampia parte della popolazione di Roskilde, ma anche artisti come l’autore Gustav Wied e il compositore Christoph Ernst Friedrich Weyse.

Proprio a quest’ultimo è dedicato un grande albero, un faggio pendulo con rami spogliati dalle foglie e il cui legno è stato utilizzato per scolpire varie forme ispirate alla musica. Il compositore, pur non vivendo in città, volle essere seppellito qui per il suo forte legame con Roskilde.

 

 

 

 

cimitero
Faggio pendulo di Weyse

 

 

 

COME ARRIVARE:

Ci sono due ingressi al cimitero quello in Store Gråbrødrestræde e quello in Hestetorvet.

ORARI:

Per gli orari di apertura e chiusura vi consiglio di consultate il sito ufficiale: http://www.roskilde-kirkegaarde.dk/

 

 

 

 

 

 

 

CIMITERO DI MALMO

 

Cimitero
Malmö Old Cemetery

 

 

 

Se i cimiteri ve li immaginate paurosi e raccapriccianti questo non è il caso del Malmö Old Cemetery, i suoi spazzi sono infatti pensati come quelli di un parco dove poter passeggiare, rilassarsi e fare nei suoi prati allegri pic-nic.

Il Cimitero di Malmo risale al 1822 e al suo interno sono sepolti anche alcuni personaggi famosi, come Frans Henrik Kockum e Carl Gottreich Beijer.

 

 

 

Cimitero
Panchine per il ristoro nel Malmö Old Cemetery
Cimitero
Svago nei prati del Malmö Old Cemetery

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La visita a questo luogo mi ha molto colpita, perchè in Italia i cimiteri non sono considerati una sede di svago, ma piuttosto come posti angoscianti e intrinsi di dolore, dove di notte non ti balenerebbe mai l’idea di camminarci da solo per la paura.

Sul sito ufficiale dei cimiteri di Malmo si legge che l’intento della direzione è quello di dare una bella impressione, ordinata e armoniosa che metta in risalto il carattere dei vari cimiteri ed edifici della città. Secondo loro il visitatore dovrebbe vivere un’esperienza di bellezza in cui la buona architettura, la decorazione artistica e la rigogliosa vegetazione siano amalgamati con il patrimonio culturale ereditato dai cimiteri. 

 

 

Cimitero
Lapidi nel Malmö Old Cemetery
Cimitero
Lapidi nel Malmö Old Cemetery

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’idea è proprio quella che i cimiteri dovrebbero essere vissuti come parte della città e dello sviluppo della società in generale. Le porte sono sempre aperte e tutti sono i benvenuti per le passeggiate e le attività ricreative.

Allo stesso tempo, poiché un cimitero resta un luogo di riposo per i defunti e di esecuzione dei funerali, non dove essere disturbato, ma visitato con civiltà. Aspetto che, a mio modesto avviso, caratterizza i Paesi del Nord Europa, dove un’esperienza di visita in questo senso è sicuramente fattibile.

 

 

 

Cimitero
Lapidi nel Malmö Old Cemetery
Cimitero
Lapidi nel Malmö Old Cemetery

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COME ARRIVARE:

Il Malmö Old Cemetery si trova in Gustav Adolfs torg, 211 39 Malmö, Svezia

ORARI:

Aperto tutti i giorni dalle 7.15 alle 21.00, quando le porte del parco vengono chiuse a chiave.

 

 

 

 

 

 

 

 

ISLA DE LAS MUNECAS

 

 

 

 

Cimitero
Isla de Las Munecas

 

 

 

 

Il Messico non è solo Día de Muertos, teschi colorati e tombe colme di cibo per i defunti. Esiste un’ isola dove uno dei vostri peggiori incubi potrebbe avverarsi!

Nell’immaginario collettivo le bambole rappresentano i giochi. L’infanzia e il senso materno che fin da piccine impariamo a coltivare, ma per una curiosa circostanza questo luogo ribalta queste covinzioni.

Benvenuti nel cimitero delle bambole impiccate sull’Isla de Las Munecas!

Questo luogo si trova a Xochimilco, un quartiere a circa 28 km a sud di Città del Messico, su un lago. L’isola fa parte delle “chinampas” ovvero isole artificiali costruite nel periodo pre-ispanico al fine di aumentare la produzione agricola.

Oggi è possibile visitarle grazie alle numerose trajineras (coloratissime imbarcazioni locali) che fanno la spola sulle sue acque. Ed è proprio così che io l’ho potuta ammirare!

 

 

 

 

Cimitero
Isla de Las Munecas

 

 

 

 

Ma a chi mai sarà venuta la brillante idea di appendere agli alberi delle innocenti bamboline? La geniale pensata è del contadino Don Julian Santana Barrera che alla fine degli anni cinquanta si ritirò eremita a vivere sull’isola abbandonando moglie e figlia per adempiere ad una missione.

 

E fu proprio durante la permanenza in questo luogo che un giorno tentò invano di salvare dall’annegamento una bimba nelle acque del lago e proprio in seguito a questo fatto, l’uomo decise che le bambole avrebbero dovuto custodire lo spirito della bambina morta.

 

Qualche giorno dopo infatti Don Julian Santana Barrera recuperò dal lago quella che pensò fosse la bambola della piccola e l’appese ad un albero in segno di rispetto. Rimase talmente turbato dall’accaduto che iniziò a collezionare bambole di ogni genere (sporche, rotte e mutilate) e a legarle agli alberi dell’isola.

 

 

 

 

Cimitero
Isla de Las Munecas

 

 

 

 

 

 

Tutta questa storia potrebbe rimanere solo un inquietante leggenda, se non fosse che un giorno l’uomo, mentre andava a pesca col nipote, raccontò di sentirsi chiamato da una presenza maligna.

 

Ovviamente il ragazzo, non credendogli, se ne andò lasciando solo lo zio, ma al suo ritorno lo trovò senza vita annegato nel lago nello stesso punto in cui era morta la bambina.

 

Da questo momento in poi il luogo è diventato meta per turisti incuriositi dalla raccapricciante storia, e c’è chi addirittura lascia la sua bambola sull’isola.

 

 

 

 

 

Cimitero
Isla de Las Munecas

 

 

 

 

 

 

 

COME ARRIVARE:

Metro M2 fermata Tasquena e poi TL 1 fermata Xochimilco.

Recarsi a piedi nella zona dei canali e dall’Embarcadero Cuemanco prendere una trajinera per l’Isla de Las Munecas, avvisando il conducente, qualora si volesse anche fare sosta.

 

 

 

 

 

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