Bruxelles - Tetti dall'alto
Bruxelles,  Old Sweet Europe

Bruxelles in due giorni

Se avete poco tempo e poche finanze, un week-end a Bruxelles potrebbe essere la giusta soluzione per una breve vacanzina in Europa!
Ovviamente, la città meriterebbe un po’ più di due giorni, per essere visitata come si deve, ma in ogni caso, anche 48 ore possono essere sufficienti per poter vedere le sue attrazioni principali e farsi affascinare dalla capitale belga!

Se viaggiate da Milano, Ryanair offre delle combinazioni di volo comodissime che permettono di partire la mattina presto del sabato e di tornare alla sera della domenica, in modo da avere più tempo possibile a disposizione.
L’aereoporto di Zaventem, inoltre, è abbastanza vicino al centro ed è collegato comodamente con i mezzi pubblici perciò, volendo, nel giro di mezz’ora si è già pronti per incominciare ad esplorare la città!
La prima cosa che abbiamo incontrato, arrivando dall’aeroporto sono le Gallerie del Re e della Regina: per noi che arrivavamo da Milano, sembrava di non esserci spostati granché dalla nostra città, visto che sono proprio delle lunghe gallerie con la copertura in ferro e vetro. La sola (sostanziale) differenza è che, al posto delle caffetterie e dei negozi di alta moda meneghini, qui si possono trovare tante botteghe che vendono sia i famosi merletti belgi, sia buonissimi cioccolatini!

Gallerie del Re e della Regina
Le Gallerie del Re e della Regina

Alla fine del lungo percorso, si sbuca già nelle vicinanze della maestosa cattedrale, dedicata a St. Michel et Goudule, una chiesa gotica risalente al XIII secolo che, da allora, caratterizza il panorama della città con le sue due alte torri e con i suoi robusti archi rampanti. L’interno, piuttosto spoglio, è scandito da grandi pilastri su cui campeggiano delle grandi statue seicentesche raffiguranti i dodici apostoli e, sul lato destro, si trova il bellissimo pulpito ligneo barocco raffigurante la Cacciata di Adamo ed Eva.

Una volta finita la visita della chiesa, si può proseguire il giro della città andando diretti alla Grand Place, l’enorme piazza centrale di Bruxelles sulla quale si affacciano le case delle corporazioni, la Maison du Roi (che, in fiammingo, è chiamata anche la casa del pane) e il Municipio. Ciò che colpisce di più è sicuramente lo sfavillio dell’oro con cui sono decorati la maggior parte dei palazzi, che rende l’atmosfera magica sia di giorno che di sera.

Grand Place
Grand Place

Da una delle tante stradine che si aprono nella Grand Place, si può raggiungere un’altro dei simboli di Bruxelles: il Menneken Pis, la statua di un bimbo che fa la pipì e che fa riferimento alla leggenda secondo la quale un bambino avrebbe salvato la città da un incendio proprio in questo singolare modo!
Tale statua è diventata così famosa che, oltre ad avere un guardaroba personale di circa 800 abitini (che gli vengono fatti indossare in vari momenti dell’anno), ha ben presto fatto “proseliti”. Infatti, in tempi più recenti, si sono aggiunti anche la Jeanneke Pis (la statua di una bambina che fa pipì, collocata proprio di fronte al famoso birrificio Delirium Tremens) e lo Zinneke pis (il cane che fa la pipì).

Zinneke Pis
Zinneke Pis

Mentre passeggiate alla ricerca di queste originali statue, non mancate di alzare ogni tanto lo sguardo verso le pareti dei palazzi, che nel centro sono spesso arricchiti da bellissimi murales dedicati al mondo dei fumetti, di cui si può dire che Bruxelles sia la patria!

Murales Fumetti 2
Murales di Tin Tin

Se si ha ancora tempo e voglia, si può proseguire la passeggiata andando verso il Mont des Arts che, essendo lievemente rialzato, permette di avere una bella vista sul resto della città. Da lì inizia il quartiere dei musei: purtroppo, in soli due giorni, è difficile poter entrare a visitarli, ma meriterebbero almeno una sbirciata sia il museo di Belle Arti, sia quello dedicato al grande maestro surrealista Magritte.

Mont des Artes
Vista dal Mont des Artes
Retro Museo di Belle Arti
Giardino con sculture del Museo di Belle Arti

Lì vicino ci sono anche il maestoso Palazzo Reale, che sorge esattamente davanti al Parc de Bruxelles, e la bella chiesa di Notre Dame Du Sablon.

Palazzo Reale By Night
Palazzo Reale
Notre Dame du Sablon
Retro della chiesa di Notre Dame du Sablon

Proseguendo la camminata ungo la Rue de la Regence, si può raggiungere anche l’imponente palazzo di Giustizia, riconoscibile per la sua enorme cupola, vicino al quale c’è anche un punto panoramico, da cui si dominano tutti i tetti della città. Se capitate all’ora del tramonto, lo spettacolo è davvero suggetivo!

Vista dal Palazzo di Giustizia
Vista di Bruxelles dal Palazzo di Giustizia

Per rifocillarsi dopo il primo intenso giorno di visita, Bruxelles offre l’imbarazzo della scelta: potete trovare tantissimi locali, più o meno turistici, che vi offrono alcune delle specialità locali, come le famose Mules et frites (cozze con patatine fritte), la carbonade flamande (piatto di carne alla birra), lo stoemp (una purea di patate e verdure varie, in genere accompagnate dalla salsiccia) e il chicon au gratin (indivia belga avvolta in prosciutto cotto, con besciamella e formaggio).

Stoemp
Stoemp con Salsiccia

Una volta esplorate le zone centrali, si può dedicare il secondo giorno alle attrazioni un po’ più lontane dal centro, come il famosissimo Atomium, l’enorme costruzione che riprende la forma di un cristallo di ferro ingigantito. Oltre che esternamente, può essere visitato anche all’interno dove, nelle varie sfere che lo compongono, è raccontata attraverso pannelli e cimeli la storia dell’Esposizione Universale del 1958, in occasione del quale era stato costruito.

Atomium
Atomium

Successivamente, ci si può spostare verso il quartiere Leopold, dedicato all’Europarlamento: infatti, in questa zona periferica della città, sono stati concentrati i grandi palazzoni di vetro e accciaio che ospitano i vari uffici. Volendo, la struttura sarebbe visitabile persino gratuitamente, ma purtroppo solo dal lunedì al venerdì.

EuroParlamento
Ingresso dell’Europarlamento

Una volta completati questi due giri, è già arrivato il momento di tornare verso il centro, per pranzare, fare le ultime spese e poi ripartire alla volta dell’aeroporto…non senza aver mangiato un’ultima gaufre, un dolcetto zuccheroso che non si può non assaggiare!

 

 

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