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Arequipa. E il Monastero di Santa Catalina.

Ad Arequipa i giochi iniziano a farsi duri, i metri sopra il livello del mare salgono a circa 2335.

Tutto ciò non ci scoraggia, anzi ci aiuterà ad acclimatarci e sarà proprio in questa città che inizieremo la nostra cura preventiva con il Diamox, come vi ho spiegato nell’articolo sull’altitudine.

Arequipa
Arequipa
Arequipa

Arequipa, la seconda città più grande del Perù, è molto carina e non ha nulla da invidiare a Cuzco.

Purtroppo, a causa dei nostri tempi stretti, non riusciremo a visitare i Canon del Colca, ma in questo articolo vi propporrò un po’ di alternative niente male.

Vista della città dal Monastero

Monastero di Santa Catalina

Non potete assolutamente perdervi, se passate da Arequipa, il Monastero di Santa Catalina. Questo convento di 20.000 mq e cinto da alte mura, è una delle costruzioni religiose più affascinanti del Paese.

Decorazione Monastero de Santa Catalina
Decorazione Monastero de Santa Catalina

Fu fondato nel 1580 da dona Maria de Guzman, una ricca vedova, e si tratta a tutti gli effetti di una cittadella nella città.

Monastero de Santa Catalina
Monastero de Santa Catalina

Noi l’abbiamo visitato da sole, perdendoci tra i suoi vicoletti e aiutandoci con una cartina fornitaci in biglietteria, ma per circa 20 soles, dopo aver varcato l’ingresso, è possibile anche prendere una guida.

Monastero di Santa Catalina
Monastero di Santa Catalina

Superato l’arco del silencio, dove da lì in avanti le novizie erano tenute a rispettare il voto del silenzio, entriamo nel Chiostro delle Novizie. In questo luogo, queste ultime si dedicavano esclusivamente al lavoro e alla preghiera.

Chiostro, Monastero di Santa Catalina
Chiostro, Monastero di Santa Catalina

Durante il noviziato di 4 anni, le famiglie delle giovani pagavano una dote. Concluso questo periodo, le novizie sceglievano se prendere i voti o lasciare il convento (la seconda opzione avrebbe, però, disonorato la famiglia).

Stanza delle monache, Monastero di Santa Catalina
Stanza delle monache, Monastero di Santa Catalina

Quelle che decidevano di prendere i voti passavano quindi al Chiostro degli Aranci, dal quale si riesce a dare uno sguardo alla Sala de Profundis, la camera mortuaria.

Chiostro degli Aranci, Santa Catalina
Chiostro degli Aranci, Santa Catalina

Sui lati di Via Cordova si trovano le celle dove vivevano le monache, che potevano essere austere o lussuose a seconda della ricchezza di chi le occupava.

Calle Cordoba
Calle Cordoba

In Via Toledo si trovava la lavanderia comune, dove la servitù faceva il bucato in grandi giare di terraccotta, con l’acqua che arrivava dalla montagna.

Calle Toledo
Calle Toledo

Proseguendo in Via Burgos, si arriva alla buia cucina in comune, utilizzata in origine come chiesa.

Cucina Monastero di Santa Catalina
Cucina Monastero di Santa Catalina

Da lì è possibile anche scorgere la candida torre della cattedrale, in pietra sillar (un tipo di roccia vulcanica estratta in zona).

Calle Burgos
Calle Burgos

Poco più avanti si trova Piazza Zocodober, dove la domenica le monache si scambiavano gli oggetti artigianali che ciascuna realizzava.

Plaza Zocodober
Plaza Zocodober

Poco dopo ancora , sulla sinistra, si accede alla cella di Sor Ana, leggendaria per le sue predizioni e i miracoli compiuti nel corso della sua vita.

Per finire si giunge al Grande Chiostro, sl quale si affacciano da un lato la cappella e dall’altro la galleria d’arte, un tempo dormitorio comune.

Grande Chiostro
Grande Chiostro

Il Monastero mi ha colpita tantissimo per i suoi colori complementari: arancio e blu. Abbiamo passato mezza giornata cercando di immortalare in qualche scatto la sensazione scaturita alla vista di questa opposizione cromatica.

Monastero de Santa Catalina
Monastero de Santa Catalina
Monastero de Santa Catalina
Monastero de Santa Catalina

Finita la visita, siamo affamate e ci rechiamo in un ristorantino che mi sento di consigliarvi. Si chiama Hatunpa: è piccolissimo, ha un arredamento tradizionale molto colorato e non è per niente caro (potete dare un’occhiata al menù nelle foto della sezione sul cibo, nell’articolo dell’Itinerario). Noi prendiamo il piatto con 7 tipi diversi di patate alla huancaìna!

Plaza de Armas e la Cattedrale

La Plaza de Armes di Arequipa è un vero e proprio museo a cielo aperto dell’architettura in sillar. Maestosa nel suo candido colore bianco, è un’opera unica dal punto di vista estetico.

Plaza de Armes
Plaza de Armes

Tre dei lati della piazza sono occupati da imponenti colonnati a due piani, mentre il quarto dalla Cattedrale più grande del Perù. Si tratta di un enorme edificio con due alti campanili, che non riescono però ad oscurare la mole delle due sentinelle innevate di El Misti e Chanchani.

Cattedrale di Arequipa
Cattedrale di Arequipa

La Cattedrale di Arequipa ha una storia davvero travagliata, che l’ha vista risorgere più volte dalle sue stesse ceneri. Costruita nel 1656, fu dustrutta prima da un incedio nel 1844 e, dopo essere stata ricostruita, fu rasa al suolo dal un terremoto nel 1868.

Non contenta, una volta rimessa in piedi, durante il terremoto del 2001, perse un campanile e l’altro rimase pericolante. Alla fine del 2002, la cattedrale era però già tornata al suo antico splendore.

Cattedrale di Arequipa
Cattedrale di Arequipa

L’interno, semplice, sgombro e arioso, ha alte volte che gli conferiscono una buona illuminazione naturale. Si tratta di un edificio davvero internazionale, perchè oltre ad essere una delle poche basiliche al Mondo ad essere autorizzata ad esporre la bandiera del Vaticano, possiede arredi provenienti da diversi paesi europei.

Interno Cattedrale di Arequipa
Interno Cattedrale di Arequipa

L’altare e le 12 colonne sono di marmo italiano, il lampadario in sile bizzantino d’ottone arriva dalla Spagna, il pulpito è stato scolpito in Francia e l’imponente organo è un dono del Belgio.

Iglesia de La Compania

La chiesa gesuita de La Compania a differenza della sua vicina è piccolissima, ma davvero molto interessante.

Iglesia de La Compania
Iglesia de La Compania

La facciata è un capolavoro di intricati intarsi in stile churrigueresco, un barocco molto complesso, diffuso in Spagna intorno al 1660. La stessa sontuosità e elaborazione si ritrovano nell’altare, completamente rivestito in foglia d’oro, che richiama chiaramente quello della cattedrale spagnola di Siviglia.

Interno Iglesia de La Compania
Interno Iglesia de La Compania

Casa de Moral

La Casa del Moral prende il suo nome dal gelso bicentenario che cresce nel suo cortile centrale. Essa fu costruita nel 1730 in stile barocco ed è dal 2003 proprietà della banca BCP.

Casa de Moral
Casa de Moral

Oggi ospita al suo interno un museo con mappe antiche, mobili massici, arte sacra e una vasta collezione di monete e banconote peruviane donate dalla BCP.

Mappe Casa de Moral
Mappe Casa de Moral

Anche la Casa de Moral è nei colori del Monastero di Santa Catalina e questo rende ancora più piacevole la visita.

Casa de Moral
Casa de Moral
Casa de Moral

Tra le cose che ci colpiscono di più, c’è una collezione, esposta su una parete, di cornici di specchi con, all’interno, dei santini. Ci piacciono a tal punto da voler andare a caccia di questo souvenir per tutto il nostro viaggio!

Cornici Casa de Moral
Cornici Casa de Moral

Ad Arequipa pernottiamo nella Casa de Sillar, una splendida residenza coloniale adibita ad albergo che, come suggerisce anche il nome, è costruita tutta in pietra. Il prezzo che paghiamo è di 49 euro per una doppia con bagno privato e colazione inclusa.

Arequipa
Arequipa
Arequipa

E ora è arrivato il momento di continuare a salire. Prossima tappa: Puno!

La nostra fedele Cruz del Sur vi ci porterà in circa 6 ore e mezza e con 95 soles..

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